DSA e lingue straniere


I disturbi specifici dell’apprendimento

La percentuale di popolazione affetta da DSA varia , a seconda delle stime, dal 2% al 5%, e sono sempre di più ogni anno gli alunni che affrontano il percorso scolastico con tutte le difficoltà che tali disturbi comportano.

Per l’area linguistica i DSA si riferiscono alla:

  • dislessia, disturbo specifico della lettura
  • disgrafia,disturbo legato alla coordinazione motoria
  • disortografia, disturbo legato alla capacità di organizzazione di un testo ed al controllo dell’ortografia e della punteggiatura.

Le difficoltà maggiori si evidenziano nella:

  • analisi fonologica, cioè la capacità di riconoscere i simboli grafici distinti, unirli e associarli ai suoni della lingua per poterli pronunciare in modo corretto, così che la lettura risulta lenta e imprecisa
  • memorizzazione
  • automatizzazione : incontrando difficoltà nel rendere automatici alcuni processi, si sopperisce con una maggiore concentrazione, che ha come risultato quello di stancarsi con più facilità.

E’ necessaria una diagnosi precoce, in quanto una diagnosi tardiva può comportare difficoltà anche sul piano linguistico e sul piano emotivo. Per la difficoltà di lettura, l’allievo dislessico tende infatti a leggere sempre di meno e potrebbe pertanto non sviluppare strategie di comprensione sufficienti.

Inoltre, non ampliando il bagaglio lessicale, c’è la possibilità che il suo lessico rimanga molto semplice e limitato.

Sul piano emotivo, vedendo che la sua performance è inferiore al livello medio della classe, può insorgere in lui uno stato di frustrazione e mancanza di autostima.

I DSA e la lingua straniera

Essere affetti da DSA non significa affatto non poter apprendere una lingua straniera, è solo necessario sviluppare strategie adatte ed anzi talvolta le strategie utilizzate possono avere una ricaduta positiva anche nella propria lingua.

Studi recenti hanno cercato di stabilire se sia possibile essere dislessici in una lingua e non in un’altra e sempre più si ipotizza una dislessia differenziale, che dipende cioè dalle caratteristiche della lingua e soprattutto dal grado di regolarità dell’ortografia.

L’inglese, per esempio, presentando un alto grado di irregolarità nel rapporto tra suoni e realizzazioni grafiche, amplifica le difficoltà di uno studente italiano affetto da DSA.

Quali sono dunque le difficoltà principali che evidenzia uno studente nelle quattro abilità di base: leggere, ascoltare, parlare e scrivere?

  • leggere – la difficoltà consiste nel riconoscere i simboli grafici, assemblarli e collegarli ai suoni delle parole, requisito indispensabile per comprendere il significato di un testo;
  • ascoltare – lo studente percepisce una velocità di esposizione maggiore di quella reale e fatica moltissimo a riconoscere i suoni;
  • parlare – le difficoltà si incontrano nella pronuncia e nella fluency, in quanto la dislessia rende molto lenta l’automatizzazione;
  • scrivere – le difficoltà sono diverse a seconda che si tratti solo di dislessia o che a questa sia associata anche la disgrafia e/o la disortografia.

Per la difficoltà di memorizzazione, lo studente affetto da DSA trova ostacoli nell’apprendimento del lessico e delle regole grammaticali, se decontestualizzati.

Cosa non fare

In base a quanto detto in precedenza,alcune attività abitualmente proposte durante una lezione di lingua straniera possono provocare stati di ansia e difficoltà psicologica e come tali vanno quindi evitate. Tra queste le principali sono le seguenti:

  • leggere ad alta voce
  • scrivere sotto dettatura
  • copiare dalla lavagna
  • svolgere attività senza un supporto-guida
  • svolgere attività automatiche
  • imparare a memoria parole o frasi

Cosa fare

Prima di tutto è necessario lavorare sulla motivazione dello studente, che spesso, a causa di precedenti insuccessi, è demotivato e convinto di non poter riuscire ad imparare una lingua straniera.

Evitando le situazioni ansiogene, gli si propongono attività stimolanti e per lui facilmente realizzabili. E’ analizzato l’errore, come elemento fondamentale del processo formativo, ma sono anche valorizzati i progressi.

Il piano didattico personalizzato

A seconda della gravità del disturbo, viene formulato un piano didattico personalizzato che, attraverso una metodologia adatta allo studente, porti al conseguimento almeno degli obiettivi minimi previsti.

Secondo le direttive ministeriali, lo studente deve essere valutato per i risultati raggiunti nelle aree della comprensione, interazione e produzione.

Per i casi di dislessia grave associata a disgrafia e disortografia si può prevedere la dispensa dalla produzione scritta e concentrarsi solo sulla produzione orale.

Per i casi più lievi si può far ricorso a strumenti compensativi come il computer, il correttore ortografico, il dizionario digitale, tenendo conto che lo studente può usufruire, se necessario, anche di tempi aggiuntivi e di una adeguata riduzione del carico di lavoro.

Per la comprensione scritta sono utili la sintesi vocale e i manuali digitali.

Gli obiettivi da raggiungere nell’interazione orale sono essenzialmente l’efficacia comunicativa e l’adeguatezza al contesto, mentre può essere considerata di minor importanza l’appropriatezza linguistica.

Naturalmente i test di verifica, preferibilmente di carattere strutturato, devono avere le stesse caratteristiche dei materiali e delle attività utilizzati in classe durante le lezioni e la valutazione deve essere fatta in base agli obiettivi predefiniti , prescindendo dai risultati raggiunti dal resto della classe.

Convegno del 18 Febbraio 2014 all’Università degli studi “Roma Tre”: L’inglese come fattore centrale dell’inclusività

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